AIDA

ANZIANI INDIPENDENTI NELL’USO DI STRUMENTI DIGITALI

 

Service finanziato e promosso dal R.C. Bologna Sud, in collaborazione con l’Associazione “Il portico di San Giuseppe” ONLUS .

L’impiego sempre più diffuso di tecnologie informatiche nei diversi ambiti della vita quotidiana richiede crescente attenzione al tema dell’accessibilità, usabilità ed inclusività di tali tecnologie. Con riferimento, in particolare, alle persone anziane, fragili o con disabilità, lo straordinario potenziale delle tecnologie dell’informazione nel supporto alla vita autonoma e indipendente è spesso compromesso dalle barriere (reali o percepite) nell’accesso ai servizi “informatizzati”. Paradossalmente, questo rischia di escludere dai benefici dell’innovazione tecnologica proprio chi potrebbe trarne maggiore vantaggio per alcuni aspetti.

Il tema del divario digitale è emerso con particolare drammaticità nel periodo della pandemia COVID-19, ma è importante indipendentemente da questa, e non è destinato a scomparire al termine dell’emergenza sanitaria: anzi, l’impulso alla digitalizzazione di molti servizi conseguente alla crisi è probabilmente destinato a diventare in qualche misura permanente e strutturale.

Per ridurre il rischio di esclusione servono azioni capillari di diffusione della cultura digitale di base, orientate alla costruzione di consapevolezza, fiducia e autonomia nell’uso delle tecnologie di maggiore rilevanza e diffusione.

Tuttavia, il “trasferimento” di competenze digitali deve rispondere alle stesse caratteristiche di inclusività e accessibilità sopra ricordate: i metodi di formazione tradizionali (scolastici o seminariali) sono spesso inefficaci in questo quadro, che invece richiede attenzione alle esigenze di apprendimento individuali, alle specifiche capacità, sensibilità e motivazioni del singolo.

Il progetto AIDA intende affrontare il tema della formazione all’uso delle tecnologie informatiche di base secondo alcune chiavi fondamentali:

1) Progettazione del percorso partecipata dagli utenti: l’obiettivo del progetto è la messa a punto di alcuni percorsi di “empowerment” (in termini di autonomia e consapevolezza) costruiti “insieme alle persone anziane e fragili” (a alla loro rete di sostegno) e non progettati a priori “per” tali persone. La co-progettazione del percorso è fondamentale per riconoscere gli obiettivi di maggiore rilevanza e per identificare le strategia di partecipazione più inclusiva possibile.

2) Approccio sociale e intergenerazionale: pur affidando alla coprogettazione la definizione dei dettagli, è comunque possibile identificare alcuni tratti generali del progetto, che dovrà focalizzarsi su meccanismi di “apprendimento” non convenzionali. In particolare, si prevede di sfruttare approcci cooperativi, di apprendimento tramite esperienza diretta in contesti socialmente accoglienti. Un primo elemento sarà il coinvolgimento in tale esperienza di giovani e ragazzi “nativi digitali”, in qualità di animatori (tutori) opportunamente formati per lo scopo: si ritiene che la relazione intergenerazionale possa essere particolarmente efficace in questo contesto, e che, al di là dei contenuti strettamente tecnici, possa rappresentare un valore aggiunto in termini di qualità e attrattività dell’esperienza, sia per la persona anziana che per il giovane. Laddove possibile, si cercherà comunque di costruire esperienze partecipate in piccoli gruppi, e di identificare all’interno di tali gruppi figure di persone anziane con maggiore esperienza e capacità privilegiando ancora il trasferimento di esperienza “da pari a pari” rispetto alla didattica unidirezionale (docente-discente). Particolarmente utili potranno essere, in questo contesto, l’introduzione di elementi legati all’intrattenimento e agli aspetti ludici (gamification dell’esperienza).

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